Inserito da: Manuel | 2 Dicembre 2007

Delinquenti dell’informazione… senza andare troppo lontano

Ormai la professione è decisamente cambiata, dai giovani carini e disoccupati, si è passati ai giovani meno carini e spregiudicati. Se fino a qualche anno fa per diventare giornalisti bisognava fare della vera gavetta, passando per conferenze stampa pessime, testine di morti e una morbosa caccia alle informazioni, adesso sembra che molti giovani colleghi siano nati con la penna in mano (e la presunzione in faccia). “Io riesco a fare tutto”, “non ci sono problemi”, “è che ci vuole a tirare fuori questa notizia”, “a me non interessa di come esce l’articolo, faccio quello che mi dicono”, sono solo alcune delle frasi che si sentono dire. A molti di noi basterebbero solo queste parole per “cestinare” qualche giovane collega, per molti altri, invece, queste parole sono una specie di “messaggio codificato” che arriva loro direttamente al cervello. Così possono spingere “in quel luogo dove nessun uomo-giornalista è mai giunto prima” questi giovani carini e spregiudicati, premerli come grilletti di pistole… Bam, un sol colpo e in prima pagina compare quel bel titolo di quella bella notizia non verificata. Il collega e amico cfdp nel suo ultimo post scrive proprio di questo. Credo che il modo di fare informazione negli ultimi anni sia decisamente cambiato, come è cambiato il modo in cui intraprendere questa professione. Certamente anche i lettori si sono trasformati e leggendo le pagine dei giornali il loro identikit potrebbe essere questo: occhi spalancati come assuntori di droghe o psicofarmaci, sguardo avido e affamato di informazioni, vere o false che siano non importa… l’unica cosa importante è che il titolo sia forte, la notizia sia un pugno nello stomaco, parli di sesso, violenza, dolore, sofferenza, tutto rigorosamente condito con particolari agghiaccianti… Almeno così al bar si può parlare di qualche cosa. Sicuramente ho un pochino esagerato… forse anche io tra qualche anno potrei lasciarmi influenzare dal “lato oscuro del giornalismo”, ma per il momento, preferisco starne fuori.


Risposte

  1. Purtroppo questi “giovani giornalisti” non sono altro che le povere creature di tanti capi spregiudicati che li vogliono così. Manu: ormai è cambiato tutto…

  2. perché dell’anima la veste delicata
    si tinge per un nonnulla
    ma sotto la neve
    il muschio annerito
    lascia tracce inconfondibili.
    Io gli occhi sbarrati, sempre,
    le mani tremanti, sempre
    un filo d’anima
    dalle labbra
    sempre

  3. speriamo che questo 2008 sia immune dall’”urlo” e possa oltrepassare il confine della lotta, e sia data all’”uomo di gomma” la giusta ricompensa per la sua bontà, giustizia e che sia finalmente un po’ felice.

  4. questo amore
    a cuore aperto
    questa impotenza del silenzio
    questo urlo di abbraccio
    questo palpitare
    alle voci
    questa imprecazione
    di disfatta e di errore
    questa sono io, madre!


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