Pubblicato da: Manuel | 28 ottobre 2013

Il viaggio di Caterina Caridi lungo il sentiero delle bambine

“…dal viaggio non si ritorna “reduci” come da una guerra, da un partito o da una fazione, non si diventa mai ex e non c’è nessuno che può mettere etichette. Il viaggio è la favola di una scelta, spesso un azzardo. Ha in sé la volontà di incontrarsi con altro occhio aperto sul mondo che ancora rimane…”  Immagine

Caterina Caridi

Oggi sono tre anni

Pubblicato da: Manuel | 27 ottobre 2011

Ricordi

Pubblicato da: Manuel | 27 ottobre 2011

Appunti di viagio

Pubblicato da: Manuel | 27 ottobre 2011

Un ultimo sforzo

Pubblicato da: Manuel | 26 ottobre 2011

Qualche altro quadro

Il viaggio nei ricordi sta quasi finendo, i colori sulla tavolozza sono quasi scomparsi, le tele si stanno asciugando e i pennelli sono infilati in un bicchiere pieno di acqua sporca dal colore indefinito. Come i ricordi, anche i colori si mischiano e diventano quasi indefiniti, alcuni sono a tinte forti, altri sono opachi. Forse è un bene. Peccato che a volte nella memoria rimangano impresse solo le cose negative. La felicità dura un attimo. Il dolore è per sempre.

Pubblicato da: Manuel | 25 ottobre 2011

Nuovi colori

Pubblicato da: Manuel | 25 ottobre 2011

Ancora ricordi di questo strano conto alla rovescia

Pubblicato da: Manuel | 24 ottobre 2011

Quadri, ricordi, emozioni

Pubblicato da: Manuel | 24 ottobre 2011

Ancora quadri

Un quadro del periodo precedente alla mostra Carte Volanti.

L’Ironia di Caterina Caridi
16 giugno 2010 — nuovosoldo

di Dominga Carrubba

Martedì 8 giugno scorso l’artista Caterina Caridi (messinese) ha presentato le sue tele presso il Circolo Pickwick (via Ghibellina, 32 – Messina).

Alcuni batuffoli di cotone intinti nel crayon diluito bastano ad esprimere i pensieri o i desideri, i timori o i rimorsi di Caterina Caridi, che si confondono coi caldi colori pastello e le linee sinuose che, come onde del mare, abbracciano le rive.

D. Qual è il quadro che le sta più a cuore?

R. Non c’è un quadro in particolare: forse il Sogno o la Donna.

Per Caterina Caridi il sogno dissimula la verità, che ciascuno difende barricato dai dogma e dall’omologazione. Gli acquarelli della Caridi non hanno figure riconoscibili con facili etichette, dai contorni ben definiti, ma piuttosto non – linee che suggeriscono l’emozione di un abbraccio, il quale coinvolge chiunque si soffermi dapprima a guardare e poi ad interpretare il disegno della natura trasognata di fronte alla realtà.

D. Ho sentito che ha insegnato ‘lettere e filosofia’: qual è il filosofo che preferisce?

R. Sicuramente Socrate, il ‘filosofo della verità’.

Non a caso la Personale di Caterina Caridi è intitolata “Ironia”. E` l’ironia di Socrate che ispira il vernissage perché più volte, durante i brevi dialoghi Socrate, fingendo di non sapere (ἐιρονεία, ovvero finta ignoranza), ribadiva ai suoi interlocutori: “che cos’è quello di cui tu parli?”… fin quando lo stesso interlocutore, nello sviscerare l’argomento, scopriva la propria ignoranza basata su mere opinioni, traendo in tal modo da sé stesso, con razionale moralità, le risposte cercate, senza fermarsi alle verità preordinate da autorità conclamatesi ‘intellettuali’.

L’Ironia di Caterina Caridi è anticonformista.

D. Si trova a disagio nella società di oggi?

R. Io fingo ogni giorno, in una società altrettanto finta ed etichettata.

D. La figura amorfa di “Donna” che ha raffigurato, rappresenta forse la donna che i suoi sogni vorrebbero ‘reale’ nella società?

R. Sì. A volte mi vergogno di essere donna. Oggi non è più femmina o donna o madre, ma è in parte la causa di questa società del malessere.

Mentre l’ironia di Socrate denigrava la retorica sofista ed esaltava l’imperativo“Conosci te stesso” nel rispetto dei propri limiti, le non- linee di Maria Caridi si congiungono invece su sé stesse, custodendo la verità che l’immaginario sprigiona.

Qui il link all’articolo completo con i commenti sul sito de Il Nuovo Soldo

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